"Kàdragor ha sfidato gli Dei. Gli Dei sono pronti a rispondere!"Pronti per l'avventura? Anche se la pubblicazione è slittata al 2024, vediamo di iniziare il nuovo anno con il piede giusto!👇👇
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Mostri, un nemico al quale dare la caccia e un protagonista dal fendente facile. Pronti per l'avventura?
Kàdragor di Lùnamar, uno dei condottieri più temuti sui campi di battaglia, ha promesso di eliminare tutti gli Dei per vendetta. Loro hanno accettato la sua sfida. Ora, però, il nordico dovrà fare i conti con la furia degli Dei e la loro incredibile forza distruttiva. La battaglia per scoprire la verità alle origini della Leggenda di Kàdragor ha inizio. Tra magia, combattimenti e inganni, il nostro eroe scoprirà una verità più amara della sua rabbia. Ma non sarà solo in questa impresa...
Un'avventura pregna di battaglie, maledizioni e atti di follia. Imperdibile per gli amanti del genere.
Ritorno alle origini con questo #highfantasy in cerca di #Vendetta . Che poi, lo sappiamo, è solo un motivo come un altro di menare le mani! 😁
Disponibile ora per #amazonkdp , in #ebook e in #libro cartaceo!
Serena
Careddu, come d’usanza per la narrazione tipica regionale, solita
raccontare le origini meravigliose e spigolose della Sardegna, in
Figli di una Gallura selvaggia ci porta in quella stessa terra resa
più nota al resto dell’Italia da Grazia Deledda, Gavino Ledda e
dalla più recente Michela Murgia, e tanti altri, ma che perlopiù
fanno fatica a emergere dai confini della regione, specie se non
parlano nei loro libri della stessa – e su questo l’editoria
locale ha ancora tanto su cui lavorare.
Perché
ve ne parlo?
Prima di tutto perché abbiamo avuto modo di
chiacchierare con Serena sotto a un nostro video, guarda caso Il Muto
di Gallura, e ci ha chiesto un parere sulla sua opera. Non si tratta però di una recensione sponsorizzata, semplicemente ci è piaciuta l’idea di
leggervi, come accade per The Incipit.
Premetto
di non amare troppo le recensioni scritte, soprattutto da chi scrive,
perché ho sempre la sensazione che vi sia il rischio di far
prevalere la volontà autoriale dello scrivente al costo di lasciare
in ombra l’oggetto stesso della recensione. Avrò quindi un
approccio di pancia, cercando sempre di mantenere la mia oggettività.
Il
libro, arrivato alla sua seconda pubblicazione per mezzo di Edizioni
Pluriversum, ci trascina all’interno della Sardegna di fine anni
settanta, sfruttando il ritrovamento di racconti scritti e verbali
per renderci partecipi di una condizione storico/culturale della
regione, attraverso luci e ombre della società, con maggiore focus
sul ruolo avuto dalla donna, ma concedendosi un valido
approfondimento sul concetto di famiglia dell’epoca, che per alcuni
lettori potrebbe anche risultare un resoconto ben più lontano nel
tempo rispetto ai soli 40/50 anni che ci separano dagli eventi
narrati - anche se nello specifico, alcuni racconti vanno ancora più indietro.
Figli
di una Gallura selvaggia non può che riportare alla mente le pagine
degli autori prima citati, con le stesse atmosfere e un linguaggio
curato, a tratti anche fin troppo forbito, ma arriverò a questo
punto in seguito.
Trovo
che l’autrice riesca perfettamente nella volontà di trascinare il
lettore in una terra ricca di sfumature, rendendo familiari –
almeno a me che ci vivo, in Sardegna – quei paesaggi, le usanze e
le espressioni dialettali, arricchite e rese comprensibili a tutti i
lettori per mezzo di alcune preziose note a piè di pagina. Qualche
volta sono tornate utili anche a me!
La trama è coinvolgente, i
personaggi intriganti e il ritmo incalzante. La verità dietro i
racconti di Berardino tiene incollati dall’inizio alla fine. Io, ma
non solo perché ho avuto la richiesta di leggerlo - ho completato la
lettura nell’arco di un giorno e mezzo, intervallata dal lavoro e
tutto il resto - però serve a dimostrare l’interesse suscitato
dalla lettura. Ci sono dei bei passaggi, umani, e proprio per questo
trovo che valga la pena di essere recuperato e promosso.
Tuttavia,
come d’usanza per tutto ciò che trattiamo sul Diario Della Notte, Figli di una Gallura selvaggia non
è privo di qualche imprecisione, e voglio approfittare dell’occasione
per parlare anche agli altri autori che ci seguono.
Voglio
sottolineare che si trattano perlopiù di errori d’impaginazione,
forse dovuti dal passaggio di un formato a un altro del file prima
della stampa (cosa che conosco bene dalle pubblicazioni con Amazon, e
qualche volta non si riesce proprio a sistemarle!) Quindi si ha un
po’ da litigare con la transizione dalla narrazione principale a un
racconto, senza alcuno stacco, che letteralmente inizia
all’improvviso, e senza un motivo apparente dichiarato, finendo per
confondere il lettore. Forse l’impiego del corsivo avrebbe potuto
aiutare i lettori a individuare l’inizio di una parte a sé.
Inoltre,
ci sono dei passaggi dove gli spazi non sono gestiti al meglio, o i
dialoghi possono essere privi della dovuta punteggiatura. Altresì vi
sono dei paragrafi esageratamente lunghi, forse voluti per scelta, ma
che tendono ad affaticare la lettura: è sempre bene offrire degli
spazi per far rifiatare il lettore.
In
ultimo, tolto qualche refuso – correggibile a partire dai formati
digitali - voglio far presente un abuso delle allegorie in alcuni
parti della storia, sfruttate sì per rappresentare gli stati d’animo
dei personaggi, ma che finiscono per intrappolare il lettore in
descrizioni che inevitabilmente lo trascinano fuori dalla storia.
Offrono l’idea – perlomeno per chi scrive, me in questo caso –
che l’autrice si sia forse lasciata un po’ prendere la mano
dall’estro creativo. Un passaggio in particolare ne presenta almeno
tre di fila, e letteralmente ho dovuto fermarmi e rileggere proprio
perché ho finito per perdere il punto della questione. Quindi, in
questo caso, si corre il rischio di appesantire il narrato con della
bellezza effimera, non del tutto finalizzata a esprime qualcosa utile
alla comprensione dei personaggi o della trama. Beninteso, si tratta
di licenze autoriali, e non sono un male quando tenute sotto
controllo.
Nel video troverete uno spezzone del libro letto da me, e arricchito dallo Speedrowing realizzato da Costantino, sulla base del
racconto che gli ho fatto dell’opera. La scelta è ricaduta sulla
vera protagonista, la donna, rappresentata appunto con l’abito
sardo tradizionale di Tempio.
Marco organizza una festa in una villa storica abbandonata. A turno, lui e i suoi amici iniziano a raccontarsi storie dell'orrore per spaventarsi l'un l'altro. Quello che ancora non sanno, però, è di star per vivere a loro volta un incubo.
La villa nasconde un oscuro passato, ed è pronta a rivelarlo in tutta la sua crudeltà.
Esce su Amazon il nuovo romanzo, questa volta con tinte più cupe.
Sarà disponibile per il servizio KDP della piattaforma, ma anche in formato cartaceo, per gli amanti del brivido vecchio stampo. Come sempre, cercando di contenere i costi per il lettore.
Hai tu... Paura?rappresenta un vero e proprio percorso personale attraverso lo stile di scrittura dell'autore, riunendo in un solo volume lo stile degli ultimi nove anni. Il romanzo fa suoi alcuni dei racconti più popolari dell'autore, trasformandoli in una vera e propria ricerca della paura, senza mai disdegnare una sana risata. Dall'Horror classico, alla Fantascienza al grottesco, i protagonisti di questo libro tenteranno di spaventarsi a vicenda, incuranti del vero pericolo che dimora nella villa.
Può essere a tutti gli effetti definita una raccolta di storie di paura, unita però da una trama principale.
Ai lettori, come sempre, l'ultima parola sull'opera.
Giocare con le favole, alcuni dei miei lettori già lo sapranno, è stato abbastanza divertente. Questa non è stata solo una storia per buona parte interattiva - per quanto riguarda quella già nota - ma anche una di scoperta verso un genere del tutto nuovo.
Nella scrittura è necessario variare, spaziare e mettersi costantemente alla prova. Favole della Buonanotte è stato un modo per raccontare e raccontarsi, nel tentativo di rendere la narrazione comprensibile per gradi a seconda dell'età del lettore. Spero di essere riuscito nell'impresa, di aver divertito e magari anche di aver tirato fuori qualche buona riflessione.
Trovate la versione Ebook e cartacea sempre su Amazon.
Sto valutando se realizzare una versione dell'opera differente, più grande, come i vecchi libri delle favole, ma devo capire in che modo sistemarla, anche per evitare che costi un occhio della testa.
Ho tentato di mantenere, come sempre, i costi di vendita e di stampa ridotti, ma i colori costano davvero tanto, quindi ho optato al mio solito per un guadagno minimo in favore delle tasche dei lettori.
Iniziamo una nuova avventura, e mi tocca calarmi nel Giallo. Andrà bene? Saranno sempre i lettori a tenermi aggiornato. La copertina è momentanea, non sono sicuro di tenerla così, ma l'idea mi piaceva. Credo possa rendere più o meno l'idea del genere e della storia.
Sentitevi sempre liberi di farmi conoscere la vostra opinione in merito: è sempre fondamentale per poter crescere a capire dove può esserci un margine di miglioramento. Mi trovo per la prima volta a confrontarmi con questo genere, quindi sono curioso tanto quanto un potenziale lettore di capire come si sbroglierà questa trama!
Nessuna intelligenza artificiale alle spalle, non questa volta! Anche se sono stato tentato di scoprire in che modo avrebbe reso l'idea.
Trovate il capitolo sempre su The Incipit o cliccando sull'immagine.
Ed
eccoci arrivati alla fine, seppur con qualche giorno di ritardo sulla
tabella di marcia. Con le feste di mezzo, ho avuto più problemi a
pubblicare che a scrivere effettivamente, anche se questa ultima
parte è stata traumatica. Avrei effettivamente dovuto riservare gli
ultimi due capitoli alla conclusione, come ho imparato dalle ultime
storie, ma le vicende di Jill e Ragzor avevano voglia di raccontare
tante cose.
Come
promesso, presto vi dirò il perché di questo progetto, ci farò del
tutto un video. Avrei voluto farlo uscire in contemporanea con
questo capitolo, ma non avrebbe avuto senso: devo conoscere il vostro
parere in merito alla storia, prima:
Che
opinione vi siete fatti?
Vi
è piaciuta? Vi ha annoiato?
Cosa
ci avete trovato di buono?
Cosa
di terribile?
So
bene che sono tante domande, ma saranno essenziali al fine del
progetto stesso.
Nel
frattempo, per chi fosse così tanto FOLLE da rileggersi la storia
nella versione integrale [NON CORRETTA] – circa 60.000 caratteri in
più – trovate poco sotto il Link per leggerla gratuitamente.
Noterete parecchie differenze. L’idea è tenerla lì sino al
completamento ufficiale e alla seguente pubblicazione su Amazon KDP.
Google
Play potrebbe chiedervi di mettere la carta, ma basta saltare il
passaggio!
Vi
ringrazio immensamente per avermi accompagnato in questo viaggio, e
spero la sorpresa che tirerò fuori – nel nuovo anno – possa
anche aiutare alcuni lettori e scrittori con i propri progetti. Trovo
che sarà un bell’argomento di discussione!
Ho tagliuzzato un po' ovunque, ma dovrei essere riuscito a tenere un capitolo sensato, magari anche rinnovando un po' la curiosità e il divertimento. C'è spazio per diverse scene.
La risposta a questa storia è stata inaspettata, lo confesso. Vi siete radunati attorno al fuoco per ascoltarla, e quindi - considerato che avete già risposto in tanti, mi sono sentito di poter pubblicare già il secondo capitolo, così da portarci un po' avanti con il processo creativo. Come vi ho già detto, seguirò un ritmo di 2-3 giorni, ma sempre basandomi sull'interazione con la storia. E credo la risposta iniziale non sia proprio niente male!
Passiamo al racconto Rosa, dai. Visto che siamo a natale, giochiamo facile e sul cliché per raccontare una storia più o meno natalizia. Cercherò di differenziarmi un po’ dal solito, se mi riesce. Vediamo cosa m’invento.
Come dissi all'inizio della storia, sapevo che questo progetto non avrebbe riscosso particolare interesse, anche per via della scelta di pubblicarlo con una certa fretta. Altri progetti richiedono la mia attenzione per dicembre. Inoltre, si è aggiunto il fattore narrativo: quando una storia vuole raccontare qualcosa, per quanto tu voglia accorciarla, non c'è modo di resisterle. L'intera vicenda mi ha parlato - non sono pazzo, sapete cosa intendo! - e mi ha chiesto di raccontarla in modo più autentico. Ho deciso di farlo, e presto la renderò disponibile nel formato completo, devo decidere se puntare su Amazon oppure Google Play. Vorrei che fosse interamente gratuita per un certo periodo di tempo, anche per dare la possibilità a tutti i lettori di recuperare la storia nel formato integrale, e avere un responso più completo sull'idea globale del racconto.
La sola parte di Nadia è uscita lunga quanto una storia intera di The Incipit, quindi potete immaginare quanto materiale in più sarà disponibile!
L'idea principale ha un respiro decisamente più ampio, tuttavia ho cercato di preservare il possibile, per quanto questo abbia finito per alterare alcuni aspetti dei personaggi e delle interazioni fra essi.
Non mi resta che ringraziarvi per avermi comunque seguito in questo esperimento, nonché scoperta di questa storia, e di aver giocato con me sino alla fine. Apprezzatissimi i consigli e le critiche, sempre utili per trovare la forma giusta per raccontare una storia.
Il terzo episodio è online, e quanto detto in precedenza continuo a ribadirlo: non sono affatto contento di come i tagli stiano influenzando il flusso della narrazione. Io stesso, nella rilettura, mi sono sentito spaesato senza la parte introduttiva. Ma ormai ho capito che è l'unica possibilità per raccontare questa esperienza. Troppo dire, troppo poco spazio per farlo.
Nel caso, una volta terminato il racconto, potrete sempre rileggere tutta la storia completa, sperando che paradossalmente non vi risulti troppo pesante rispetto a quella presente sul sito!
La sfida di the incipit, insomma, non mi è proprio riuscita a sto giro.
Spero almeno che la storia, per quel che è risulti chiara.
Anche questo, come il precedente, soffre di importanti e sostanziali tagli. Penso di poter confermare il sospetto che il tutto mi sia completamente sfuggito di mano. Ho deciso di puntare, almeno per the incipit, a costruire il racconto sulle esperienze della nostra narratrice, lasciando fuori il grosso delle sue riflessioni. La cosa, come starete pensando, finisce irrimediabilmente per danneggiare sia un aspetto che l'altro del racconto, proprio in virtù del fatto che si potrebbe avere la sensazione di star perdendo qualcosa.
Sto quindi svolgendo un doppio lavoro, provando a sistemare in capitoli in modo che possano funzionare - nei limiti - di modo da non dare la sensazione di leggere qualcosa di insensato.
Ho aspettato un po' prima di pubblicare, come dissi già in video, proprio perché l'argomento è venuto fuori più ciccioso del previsto. Manca tutta la premessa in questo capitolo, e l'idea è di dare un taglio particolare e significativo al racconto. Sentitevi liberi di esprimere la vostra sulla riuscita di questo primo capitolo. Si tratta di una storia Eros.
Vietata?
No, direi proprio di no. Gli argomenti sono trattati con una certa cautela, e l'intento è non spingersi troppo oltre. L'argomento è un po' controverso, e anche un po' provocatorio, voglio ammetterlo.
Mi sono dotto: mettiamoci alla prova in questo genere, cambiando un po' lo stile, ma senza buttarci troppo sul banale. Ci sarò riuscito? A voi, lettori, il compito di mostrarmi la via.
Allora, mi conoscete... sono riuscito a fare il bravo sino alla fine, ma questo capitolo conclusivo mi ha richiesto più lavoro di tagli che altro. Il capitolo finale - completo - sarà disponibile non appena revisionerò l'intera storia per pubblicarla su Google Play, come quasi tutti i racconti presenti su The Incipit. Avrà un nome leggermente diverso, suppongo, e cambieranno alcune parti.
Ci saranno forse due capitoli in più, nel complesso, pur tenendo la stessa struttura dei dieci episodi. Sarà comunque una di quelle letture che impegnano un'oretta in tranquillità.
Avrei voluto inserire il capitolo completo su The Incipit, ma non è stato possibile proprio per via dei caratteri. Non mi resta che ringraziarvi per avermi seguito in questa lunga ma breve avventura.