Ogni tanto ci
capita di rimanere stupiti, ed è in quel preciso istante che vediamo
coloro che ci circondano per quello che realmente sono: un branco di
stupidi. Ed è difficile riuscire a trovare in quella marea di
invertebrati qualcuno che sia finalmente in grado di alzarsi e
guardarsi attorno, invece di continuare a strisciare come tutti gli
altri nel melmoso fango che costituisce le basi della nostra attuale
società... l'Italia di oggi...
La cosa più
difficile da digerire – e da ammettere – purtroppo, è la
consapevolezza di esser stati a nostra volta parte di quel branco.
Siamo stati ciechi tanto a lungo, forse proprio perché siamo stati
troppo impegnati a cercare di evitare i sacchi d'immondizia che ci
vengono scagliati addosso, piuttosto che a capire quanti altri, come
noi, tentano di evadere dalla routine che la società ci vuole
imporre, e che tanto facilmente sembra riuscire ad addomesticare quel
grande popolo che un tempo gli Italiani furono.
Questo
rabbioso inizio, critico direi io, trovo descriva in modo esaustivo
un tema fondamentale per inoltrare questo piccolo capolavoro: L'Arte
della Felicità.
